Una lettera ipocrita? “Caro alunno, ti stiamo fregando. Lettera di una professoressa sulla scuola. — Articolo dal blog “Il nuovo mondo di Galatea”


Una lettera ipocrita per ribadire la repressiva tradizione scolastica della competizione, del sacrificio, dello studio matto e disperatissimo e della meritocrazia? “Caro alunno, ti stiamo fregando. Lettera di una professoressa sulla scuola.” — Articolo dal blog: Il nuovo mondo di Galatea.

L’ennesimo pontifex che, questa volta dalla sua posizione di insegnante (!!) predica di e sulla scuola italiana in coda ai vari Mastrocola, Crepet, Cacciari, Ercolani, Severgnini, Floris, Cazzullo, Fusaro, Battista e tanti altri che dovrei cercare in rete per ricordarmi i loro nomi spesso da carneadi noti solo ai loro fans.

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“Condivido in parte l’articolo. Condivido  l’idea che questa società, da tempo, stia fregando bambini, ragazzi, adulti con una educazione padronale e mercantile. Per questo lo ripubblico su ReseArt come ho fatto per altri interventi, più o meno pertinenti, in fatto di  scuola. Credo che sia venuta l’ ora di spostarsi fuori dal recinto obsoleto e pericoloso dei reclusori scolastici, degli orari, dei programmi, delle discipline e delle classificazioni, della meritocrazia, della competizione, del controllo e della organizzazione più o meno rigida, in definitiva fuori dai confini della scuola come la conosciamo più o meno da qualche secolo. Credo che sia ora di parlare di scuola per un cambiamento che non incida solo sui dettagli lasciando l’istituzione grosso modo così come è. 

E’ un peccato che la mia chiosa a questo articolo, ricommentata sui social come una stigma per chi si dice per la scuola tradizionale e quindi, di fatto, è più legato al passato che ad un futuro di radicale cambiamento di una istituzione ormai obsoleta, abbia irritato l’autrice fino a trascendere in una sorta di battibecco antipatico e inutile che solo il social istiga e diffonde. Ho chiuso senza esito la diatriba ed ho capito che in certe situazioni di arroccamento il dialogo è difficilissimo quando non impossibile, soprattutto quando da una parte vi sia chi non mira ad alcuna pubblicità perchè non ha mai avuto bisogno e perchè crede che le sue idee debbano aprire un dibattito e diffondersi per migliorare la società senza ambizioni di carriera, di mercato, di visibilità. La verità è che da quando è stata istituita la scuola sono state fregate generazioni di persone, non per stupidità ma con fredda determinazione del potere, del mercato, dei ricchi e dei borghesi.

D’altro canto noi stiamo provando con l’educazione diffusa a proporre un repertorio attualizzato di tante idee rivoluzionarie in campo educativo che finora sono state magari lodate, citate, enfatizzate ma in effetti solo parzialmente o settariamente applicate (Illich, Freire, Freinet, Montessori, Milani,Ward..)

Il nostro “Manifesto della educazione diffusa” (per oltrepassare la scuola) si sta diffondendo con un seguito che ci lusinga e ci conforta ed iniziative che stanno per nascere tese a sperimentarne le idee. Nel Manifesto ci sono le risposte a molte domande, a molte prese di posizione più o meno competenti sulla scuola e l’educazione, all’aria fritta di anni sui media e nella insana pubblicistica di quei giornalisti, scrittori, pedagoghi e psicologi, che pretendono di pontificare sulla scuola senza aver mai messo piede in un’aula. Qui, finalmente, una strada per cambiare veramente:

il Manifesto della educazione diffusa: https://comune-info.net/2018/07/manifesto-educazione-diffusa/

Nota e commento di Giuseppe Campagnoli  27 Novembre 2018

 

Questo il testo della lettera incriminata. Ditemi se ci sono spunti per una rivoluzione nella educazione per il futuro e se si quali.

 

Caro alunno, ti stiamo fregando. E nello “stiamo” siamo compresi proprio tutti: società, scuola, persino i tuoi genitori. La cosa buffa è che non lo facciamo per cattiveria, o per ricavarne chissà qualche strepitoso vantaggio. Ti stiamo fregando per stupidità, per insipienza, perché siamo superficiali e persino un po’ mona. Del resto noi adulti non […]

via Caro alunno, ti stiamo fregando. Lettera di una professoressa sulla scuola. — Il nuovo mondo di Galatea

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