..ma sei fuori!? Il convegno sull’educazione diffusa a Milano

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Alcune belle frasi ed immagini dal reportage di Anna Sicilia  al convegno organizzato da Quartiereducante il 26 Maggio a Milano.  Un bel gruppo di appassionati rivoluzionari dell’educazione e della città.

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 “Ci ha incantato coi racconti video del suo approccio all’educazione diffusa , che lo ha portato a lavorare con la sua classe
Al progetto Le pietre che narrano … PAESAGGI FUTURI DEL-LA CITTA’ EDUCANTE, itinerario didattico a molteplici sfaccettature (dalle scienze alle matematiche, dalle scienze all’arte, dalla storia alla filosofia, dalla geografia alla poesia) che vuole stimolare l’immaginazione degli insegnanti coinvolti e dei ragazzi dell’istituto.
Un progetto che è culminato con la realizzazione di una mappa corematica del “Paesaggio Vimercatese”, una “Cartolina Geosofica”, un “quadro”, una “fantastoria”, un video .
Antonio dimostra come anche il singolo docente, pur tra mille difficoltà, può applicare l’educazione diffusa nell’approccio alla sua classe.
” Ho trovato più appoggi fuori che dentro la scuola ” racconta. E infatti Antonio ha creato una comunità unità intorno al suo progetto, che vede anche il coinvolgimento della Banca del Tempo , proiettando i ragazzi in una dimensione dell’ apprendimento appassionata che li ha formati come cittadini attivi , abitanti coscienti del mondo e parte di una comunità educante.”

Antonio Giulio Cosentino,

 

“Chi dicesse che il principio di libertà informa oggi la pedagogia e la scuola farebbe ridere, come un fanciullo che davanti alle farfalle infilate insistesse ch’esse sono vive e che possono volare. Un principio di repressione estesa talora fino quasi alla schiavitù, informando gran parte della pedagogia, ha informato anche lo stesso principio della scuola” (M. Montessori) “Semi di educazione diffusa già esistono .”

Sonia Coluccelli

 

“Come l’ Universitad de la Tierra.
O come Cultura in Movimento.
O Come “E noi che pensavamo fossero palloncini” di Monterotondo.
( e molti altri…)
Tutti hanno elementi in comune.
Prima di tutto il bisogno di comunità, il passo lento, l’essere nel qui e ora nell’azione, in ogni modo.”

Gianluca Carmosino

 

“Ci si lamenta dicendo “Questi ragazzi difficili sono come leoni in gabbia” ma difficilmente si riesce a creare un’ alternativa perché la loro vitalità diventi una risorsa. Bisogna assolutamente ripartire dai bambini per rimettere in crisi i modelli precostituiti , pedagogici , sociali e culturali. Perché i bambini sono tra i pochi soggetti della nostra società non alienati.( Finché non vengono colpiti dal virus dell’adultomorfismo. ) Manca un progetto politico che lavori per cambiare la scuola in sinergia con i dirigenti scolastici e gli insegnanti. Per cui bisogna creare, ora, un manifesto di Educazione diffusa con punti ben chiari ,da far sottoscrivere ad assessori e dirigenti scolastici, monitorati e verificati nel tempo. É di questo che abbiamo bisogno. Che si crei un progetto di comunità. Perché noi abbiamo bisogno di una società educante. É un atto politico portare questo modello nella società. É una sfida che non dobbiamo perdere di vista.”

 

 

“La scuola deve aprirsi al territorio.
Andare oltre le mura.
Ecco la città educante. Nessun reclusorio scolastico , ma una forma di progettazione che riveda la città, che recuperi vari luoghi per farli diventare accoglienti per le varie forme di Educazione diffusa.
Bisogna realizzare sinergie tra scuole, amministrazioni comunali e architetti, sinergie che spingano fuori dall’edificio scolastico i bambini e i ragazzi facendo rinascere anche le città che ora sono vuote della vita dell’infanzia e dell’adolescenza.
“Che i giovani architetti si uniscano a noi per ricominciare a riprogettare la città perché diventi città educante”

 

“I ragazzi che fanno esperienza fuori e dentro la scuola sviluppano comunque competenze .”
( Loredana Leoni, MIUR )

“La scuola deve comunicare con il mondo circostante, non è una monade. ”
( Andrea Fianco , psicologo della Gestalt )

“L’anarchismo e il pensiero libertario hanno sempre avuto ben chiaro il nesso tra rivoluzione ed educazione.”
(Filippo Trasatti )

Gabriella Conte, dirigente scolastico milanese dell’Istituto Capponi, racconta come e perché ha aderito col suo istituto, alla proposta di Gaia Educazione diffusa

Paolo Mottana e Francesca Martino gli anfitrioni del convivio controeducante.

 

Le emozioni teatrali educanti di Remo Rostagno e la moglie Bruna.

 

 

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