Etichette


IMG_4361

“Chi pensa che sia impossibile è pregato di non disturbare chi sta provando…”

L’ultimo  e denso libro dedicato all’educazione ed all’architettura scritto con Paolo Mottana per Asterios editore “La città educante. Manifesto della educazione diffusa” nelle sue prime uscite pubbliche mi ha già stimolato delle riflessioni sociologiche. Traggo spunto da una convinzione che ho condiviso con Asterios Delithanassis, il nostro illuminato editore geco-triestino, patron della libreria caffè San Marco: è tassativo per un libero pensatore che ha a cuore le sue idee e i suoi progetti tenersi lontano dalla politica dei partiti e dei movimenti che cavalcherebbero sia le buone che le cattive idee pur di avere voti. Avevamo ragione. La corsa alle etichette è già cominciata, in un verso e nel verso contrario. A parte l’ineffabile sedicente giornalista-insegnante del quotidiano episcopale l’Avvenire che stronca il libro e l’idea avendone palesemente letto solo il titolo e qualche riga (altrimenti non ci avrebbe scambiati per due pedagogisti e non avrebbe grossolanamente confuso la nostra idea di educazione diffusa con spunti della renziana alternanza scuola-lavoro!) si addensano movimenti etichettatori tesi ad apporre un logo politico che l’idea, per quel che mi riguarda, non avrà mai. Sono stato invitato a presentare il libro da biblioteche pubbliche, da università, da centri educativi sociali e da librerie indipendenti e questo mi va bene  perché è importante che si discuta delle idee e della eventualità, nei tempi possibili, di realizzarle. E’ chiaro che a fondamento della scuola diffusa e della sua architettura innovativa c’è un senso profondo di libertà: dal potere qualunque sia, dal mercato piccolo o grande che sia e dal consumo pericoloso e antiecologico, dall’intolleranza e dal pregiudizio, dai muri di qualsiasi tipo, dalla meritocrazia e dalla mediocrazia. Non ho ancora visto all’orizzonte, se non rari casi decisamente minoritari, chi possa dare politicamente voce a tutte queste istanze insieme. Bene o male tutti accettano il libero mercato e curvano la loro idea di educazione, a volte spacciata per rivoluzionaria, alle sue regole e  alle sue leggi, nessuno escluso. Per questo mi guarderò bene dall’offrire il fianco a chiunque voglia apporre un timbro o issare la sua bandiera. La mia idea di scuola e di architettura è un’altra, decisamente un’altra, maturata in quarant’anni di trincea, di esperienze dirette e di studi. Chi leggerà a fondo il libriccino (come lo chiama  l’acidulo “critico” letterario  Roberto Carnero) potrà maturare il suo convincimento e giudicare. Non saranno molti quelli che ne abbracceranno a pieno lo spirito, e forse, per ora, è anche un bene.

Giuseppe Campagnoli

fullsizeoutput_2682

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...