Il terremoto, l’Italia che resiste e i “conigli mannari”

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-di FEDERICO MARCANGELI-

In questi giorni la popolazione dell’Italia è stata colpita dall’ennesima catastrofe. In meno di un anno è stata fiaccata da numerosi eventi sismici (poco meno di cinquantamila scosse) e dal gelo. Non è però crollata. Dalle testimonianze che arrivano dalla zona emerge una ferma volontà di rialzarsi, una voglia sfrenata di ricostruire quello che è andato perduto.

In un momento così duro emergono due facce dell’Italia. La prima forte e solidale, la seconda pronta a dare libero sfogo a un processo di incattivimento che caratterizza alcuni strati del Paese da diverso tempo, in cui al bisogno della ricerca di un nemico si unisce la critica aprioristica e distruttiva infarcita di luoghi comuni, demagogia un tanto al chilo, rivendicazionismo in parte biecamente piagnone e in parte carico di risentimento revanscista, come se quell’Italia che soffre e lotta fosse cosa lontana e diversa, come se non ci appartenesse, come…

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