Le kermesses paraculturali d’estate.


Si ricomincia e si raddoppia. Quest’anno, nel nostro panorama di vicinato paraculturale ci occuperemo prima di  Passaggi Festival svoltosi a Fano e poi, come di consueto, di Popsophia in programma di nuovo a Pesaro. Non vogliamo entrare nel merito e nei meriti delle tematiche degli eventi che sono sempre quelle di moda ed incidono poco o niente nella realtà pur facendone finta. Ci occuperemo invece di vari dettagli, proprio lì dove si nasconde il diavolo. I mezzi busti, il presenzialismo, la falsa partecipazione civile, lo sfruttamento delle illusioni dei giovani, degli studenti, del mondo della scuola ahimè sempre gregario e succube gratisetamoredei in quella landa desolata del volontariato ad usum delphini.

La pubblicità, i titoli e i programmi sono visivamente emblematici ed utili al nostro discorso. Invece di fare repertorio delle buone pratiche e delle buone risorse (seppure ancora poco note) del territorio si cavalcano i soliti cavalli ritenuti vincenti. Non si fa tesoro delle esperienze che altrove fanno rete anche di idee e interessi culturali diversi e realmente no profit, coinvolgendo i giovani, la formazione e le agenzie educative dando sempre a ciascuno il suo compenso non sotto forma di bonus o crediti aleatori e ridicoli. Forse remunerando il lavoro di giovani e disoccupati non si riuscirebbero a pagare le laute prebende per le giaculatorie di mezzibusti mediatici ripetitivi e inutili?  Non si potrebbero ascoltare voci meno esose e fuori dal coro, innovative e rivoluzionarie, coinvolgere altre associazioni ed enti del territorio su temi condivisi e che abbiano una vera ricaduta nei comportamenti sociali e istituzionali, a breve termine?

Di Passaggi Festival possiamo solo dire che è stata una passerella di tronfi big della letteratura e della tv modaiola  che già hanno imperversato per tv e giornali a pubblicizzare le loro opere non sempre di valore e di talento, spesso delle repliche utili al mercato che conta su fruitori semianalfabeti e sensibili alle mode degli scaffali da supermarket.

Possiamo dire che non vogliamo più sentire ancora e ancora i vari  Augias, Colombo,  Dalla Chiesa, Gabanelli, Franco,Luxuria, Zoro e Battista, ma nemmeno i loro pericolosi giovani talentuosi epigoni e “discepoli” che stanno imparando bene il presenzialismo mediatico. Il problema è sempre in chi fa le scelte. Guarda caso la nuova intellighenzia parademocratica è figlia del radicalismo chic e dei neo italici BOBOS come accade nella nostra cugina Francia. Ci sono tantissimi giovani e meno giovani esperti, colti studiosi, artisti, scrittori che lavorano molto meglio anche nell’ombra e che hanno mille volte più talento dei soliti noti. Andiamoli a cercare e ascoltiamo che cosa hanno da dire spesso gratisetamoredei ma certamente dietro compensi cento volte inferiori ai vips dell’italico etereo establishment intellettuale.Noi potremmo fare decine di nomi.

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Quanto alla ineffabile Popsophia che merita di più per lo spiegamento di forze in campo (Il ritorno delle forze…) veniamo a fare lue pulci ad alcuni diabolici dettagli del programma prima di poter visitare in Luglio l’evento vero e proprio che ci ispirerà ulteriori commenti e divagazioni. La lista di sponsors e mezzibusti parla già da sola.I soliti nomi dei soliti noti accanto a pochi  insoliti nomi di insoliti ignoti. Abbiamo già detto sulla scuola estiva fantasma del 2015 e sulla discutibile campagna acquisti di volontari né pagati né spesati che sembra sia diventata la moda liberista per avere risorse umane a costo zero negli eventi mercati-culturali (Expo 2015 almeno un risibile rimborso spese, accanto alla truffaldina idea dei crediti formativi, lo ammetteva).

Ed ecco alcune pillole in anteprima.

Le scuole “Gratis et amore dei” sotto l’egida localministeriale 

L’anfitrione esausto di Blob  deus ex machina ed ex cathedra

La ubiqua domina et vergara philosophistica

I laboratori diffusi di bricolage artistico per infanti e le mostre di bricolage pseudoartistico per adulti

La Philosophia del tennis (??!!) :della serie ficchiamoci tutto quel che si puo’

La Regione, il Comune, il Proveditur, il giornaletto locale : primo, secondo,  terzo e quarto potere, locali anfitrioni dell’evento

Il giro armonico è lo stesso, la musica si ripete, ma ora si rischia la noia.

A presto!

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