C’è omertà ed omertà.

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“C’è omertà e omertà” La Stampa 13 Maggio 2010

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C’è quella ingenerata dalla paura e dalle mafie e quella civile, ignorante ed egoista, diffusa al Nord come al Sud. Ma la ricetta per batterla c’è: ed è l’obbligo di istruzione. Riflettendo sui costumi degli italiani e su quanto sostiene Roberto Saviano sul tema dell’omertà, quella civile di chi si «barcamena» e guarda sempre dall’altra parte, propongo alcune considerazioni e una proposta culturalmente trasversale. È certamente comprensibile quel tipo di omertà ingenerata dalla paura, o meglio, dalla mancanza di quel«coraggio che nessuno si può dare», di chi è costretto a vivere, lavorare e rischiare ogni giorno nei territori delle mafie. È invece, a mio avviso, assolutamente ingiustificabile quell’omertà civile diffusa al sud come al centro e al nord della nostra Italia, caratterizzata dal non volersi istruire ed informare. Omertà rinforzata dalla diffidenza, dalla furbizia, dal disimpegno e dal tornaconto innalzati a regola dell’esistenza. Qui vedo l’egoismo di un popolo (o di una sua gran parte) che, godendo dei suoi «panes et circenses», si volge altrove rispetto alla prevaricazione, alla miseria,alle disuguaglianze sociali, sacrificando per utilitarismo anche il diritto-dovere civile di esprimersi. Una ricetta che potrebbe avviare una vera trasformazione fin dalle giovani generazioni sarebbe quella di istituire l’obbligo per tutti (sanzionabile) di istruirsi e di studiare, almeno fino a 18 anni, in una scuola seria, non discriminatoria, accogliente e stimolante. Che introducesse al lavoro con competenza professionale, solidità della scelta, consapevolezza dei propri diritti e doveri. Si avrebbero così cittadini colti e consapevoli sia che facessero i medici o i contadini. Così non si genererebbero ridondanze di mestieri e professioni rispetto ai vuoti in quei settori del lavoro ritenuti «vili». A pari opportunità di tempi e risorse per la formazione, i risultati sarebbero più equilibrati, i lavori equamente dignitosi e appetibili anche per il salario. Forse si pagherebbero anche più volentieri le tasse! Insomma, è dall’educazione e dall’istruzione che occorre ripartire per lottare contro l’omertà.

Giuseppe Campagnoli

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