I segni e i disegni del mito, della storia e della laicità.


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Credo che ora si debba tacere per un po’ ed evitare di fare da grancassa alle perverse mire comunicative del terrorismo. In tv, sui giornali e nei social media non si fa che amplificare le gesta criminali degli islamisti. Per combattere il crimine in genere, da quello finanziario e mafioso a quello politico o religioso, la chiave del successo,certamente lungo e faticoso, sta nel rimuovere le cause che lo generano. Occorre avere coraggio e determinazione, anche sacrificando parte del nostro benessere (tanto più che è malamente distribuito da chi lo produce e gestisce) e rinunciando a voler far vivere tutto il mondo come l’occidente del consumo a tutti i costi.

 Liberiamoci gradualmente dalla dipendenza dal petrolio, ci guadagneremmo in salute e ambiente. Lasciamo ai popoli del cosiddetto terzo e quarto mondo la libertà di emanciparsi nella direzione che vogliono. Ritiriamoci dalle nostre rendite di posizione in quei luoghi e imponiamo alle multinazionali di fare lo stesso. Stigmatizziamo e liberiamo gli stati del terzo e quarto mondo dalle neocolonizzazioni economiche, finanziarie e culturali spesso mascherate da solidarietà, cooperazione, missioni, aiuti umanitari, elemosine e carità varie. Lasciamo che tutti i popoli possano fare lo stesso nostro storico cammino di sacrifici, conflitti, rivoluzioni, rinascite anche dovesse durare secoli. Senza impicciarci e senza intervenire.Lasciamo che sia una  ONU, radicalmente rinnovata e rifondata nel rappresentare tutti i paesi del mondo in modo paritetico, a decidere  quando e se vi siano violazioni ai diritti umani, calamità, fame e carestie insostenibili, guerre ed aggressioni, per intervenire e aiutare. Limitiamo e regoliamo severamente il libero mercato globale nello slogan “più stati, più cittadini e meno mercati”. Promuoviamo la libertà di culto in tutto il mondo chiedendo al tempo stesso che le religioni siano tassativamente un fatto intimo e privato e che non dettino le regole degli stati e della convivenza civile. Lasciamo libertà di movimento a chi fugge dai pericoli, dalla fame e dalle catastrofi climatiche nella ricerca di luoghi da condividere pacificamente, aggiungendo quei “posti a tavola” sostenibili per chi accoglie e per chi è accolto.Solo così si prosciugherà il brodo di coltura del terrorismo e di tutte le aberrazioni presenti nelle ideologie e nelle religioni sovente minimizzate e tollerate in una strana rassegnazione da quella folla che vorrebbe di più e meglio levare la propria voce contro chi usa violenza e terrore in nome di una presunta medesima divinità.

Questo è un collage provocatorio e ironico dei segni grotteschi “indici” delle superstizioni che vogliono dominare il mondo.

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Robespierre

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