Buonasera.Otium et religio.


La buona scuola. “L’ora di otium”. Ancora una volta Massimo Gramellini “buongiorna” sulla scuola. Noi abbiamo scritto di scuola un articolo si e l’altro pure. Se qualcuno ci leggesse forse ne trarrebbe qualche giovamento, vista la nostra esperienza. La lingua italiana è una materia fondamentale della formazione e dell’istruzione nella nostra scuola. Il fatto che sia stata minimizzata, che sia insegnata malamente, che non si faccia più dettato, riassunto e analisi logica a vantaggio dell’articolo di giornale, del saggio breve, della critica storica e artistica o che non si facciano parlare in pubblico gli studenti “dal muretto”  non vuol dire che si possa usare l’ora di “socialità” per compensare queste carenze né per recuperare la capacità di dialogo e di  sana relazione interpersonale che dovrebbe iniziare dai nuclei o dalle tribù familiari che hanno per Costituzione la responsabilità “in educando”. Non mi stancherò mai di ripetere come noi, generazione anni ’50, prima della malefica riforma della scuola media del 1963 alla fine della terza leggevamo e capivamo senza problemi il “Moby Dick” di Melville tradotto da Cesare Pavese!

Abbiamo sempre detto che l’insegnamento della lingua italiana va riportato in parte a 40 anni indietro e in parte attualizzato alla nuova comunicazione, ai media ed alla velocità delle informazioni. Molte università sono costrette ad istituire corsi di recupero della lingua italiana per le loro matricole: altro che inglese! Altro che ora dell’ozio. Il momento della giornata per il dolce far nulla, la meditazione e la riflessione, anche filosofica, potrebbe essere invece la trasformazione della famigerata ora di religione, sottratta finalmente ad una specie di culto di stato. Eviteremmo guerre e guerricciole ridicole, se non fossero pesanti e pericolose per l’ignoranza di entrambi i contendenti di turno, tra credenze e superstizioni variegate e l’ora dell’otium potrebbe essere veramente utile come cerniera e ponte tra le altre discipline in un curricolo diverso da quello edulcorato della “Buona Scuola” più rigoroso, più serio dove la dignità di materie scientifiche, linguistiche,umanistiche e artistiche è la stessa, perché il cervello in crescita ha bisogno di tutte.

Giuseppe Campagnoli

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