Buonasera. L’empatia del mio giardino.


Oggi condivido in pieno e parola per parola, tranne il termine occidente che per me è solo una notazione geografica, il Buongiorno di Massimo Gramellini.L’empatia non si comanda. A volte ne abbiamo poca anche per i nostri parenti più prossimi, anche nei lutti e nel dolore. Ma è umano, naturale e comprensibile che la prossimità incida nel grado di empatia che muove i sentimenti quando avvengono fatti drammatici, tragici e sconvolgenti. Il nostro giardino, che può arrivare fino a tutta l’Europa e anche oltre, secondo le vite vissute, è un insieme di cultura, di idee, di storie personali, di amicizie, di parentele, di libri letti e città visitate e di tanto altro ancora. Là dentro i sentimenti e le emozioni sono ovviamente più forti e più incisive e ci spingono a prendere posizioni, a condividere a partecipare intensamente  trascurando o lasciando in secondo piano fatti, pure gravi e tremendi, che avvengono in altri giardini, più lontani, più sfocati.P1100413

Siamo fatti del sedime di quello che è accaduto nella nostra storia recente e passata, delle guerre subite e delle lotte sofferte e pagate. Capiamo e riflettiamo su ciò che accade lontano da noi, magari per causa e per mano degli stessi criminali assassini, mossi dagli stessi criminali e assassini, spinti dalla sete di ricchezze e di potere, spesso mascherate di filosofia e religione o da queste provocate e generate. Capiamo e riflettiamo ma il pianto, la sofferenza, la paura e il cordoglio sono più forti, e nessuno lo può stigmatizzare, per i nostri familiari, per i nostri prossimi, per i nostri concittadini d’Italia e d’Europa con cui condividiamo molte  idee e molte prospettive consolidate di eguaglianza, di fraternità e di libertà. Chi ha vissuto, lavorato e condiviso in paesi lontani e sofferenti ha ampliato il suo giardino e riesce a piangere lacrime più copiose con una empatia estesa al suo nuovo prossimo che ha imparato a conoscere e capire. La vita e la natura sono così. Chi la pensa in modo diverso dovrebbe riflettere su quel po’ di ipocrisia nella sua mente.

Giuseppe Campagnoli

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