Il nuovo che avanza in Italia. Les Saltimbanques.


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Le Saltimbanques

Per celebrare il Primo Maggio e poiché siamo sempre a ridosso di nuovi appuntamenti cruciali della vita politica e sociale italiana e vogliamo riproporre una riflessione su ciò che scrivemmo ormai quattro anni fa e che vale anche per oggi.

Siamo per quei partiti e movimenti che eleggono democraticamente e in trasparenza, con atti pubblici e registrati, TUTTI i loro leaders (come in tutte le associazioni libere e democratiche), senza padroni o uomini soli al comando dietro il paravento comodo di garanti  in nome di chi non è dato sapere.
Se esistesse un movimento o partito che  si impegnasse pubblicamente attraverso i suoi rappresentanti eletti a maggioranza dei suoi iscritti reali e con atto registrato ad attuare in tempi brevi il seguente programma urgente dimostrerà di essere il vero rinnovamento e allora potremo discutere.

Ecco i  punti fondamentali, irrinunciabili e prioritari:

-Nuova legge elettorale con candidati scelti dalla maggioranza degli iscritti ai partiti o movimenti  per una vera  democrazia rappresentativa al di là di ogni forma di partecipazione diretta che dipendesse troppo dalla alfabetizzazione e dalla preparazione politica dei cittadini e dai loro singoli interessi o delle lobbies cui appartengono.
-Lotta sistematica all’evasione ed elusione fiscale
-Lotta all’esportazione di capitali
-Forte tassa patrimoniale al di sopra dei 100.000 Euro (al 70%)
-Legge per l’equità sociale ed il riequilibrio dei redditi (differenze tra patrimoni e redditi di non più di cinque volte tra minimi e massimi) con  tariffe controllate per tutti i beni, i servizi e le prestazioni di opera manuale o intellettuale
-Confisca dei beni mobili e immobili non utilizzati a tempo pieno o non affittati a canone controllato
-Riforma e aumento investimenti sensibile per la scuola, la sanità e la cultura con più equità e rigore
-Riforma per una giustizia rapida ed efficiente
-Legge anticorruzione e sul falso in bilancio
-Nuova legge sull’immigrazione e la cittadinanza fondata sull’accoglienza sostenibile
-Legge integrata sui diritti civili e morali

-Rilancio immediato con incentivi e piani demergenza per:
Agricoltura
Turismo
Cultura, arte e beni culturali
-Tagli alla spesa pubblica delle inefficienze e della politica evitando tassativamente però che solo i ricchi possano candidarsi a cariche pubbliche
-Applicazione di tutte le direttive europee in materia di ambiente, scuola, diritti civili
-Nuovo ruolo in una Europa da consolidare nei suoi aspetti positivi più che da distruggere tout court ed incoscientemente per mettersi nelle mani di Putin o di Trump.
-Lotta al libero mercato incontrollato e incontrollabile
-Abolizione del Concordato con la Chiesa Cattolica

Questo è quanto scrivevamo ormai due anni fa su questo blog. Siamo andati e a vedere le carte. Fermo restando il giudizio estremamente negativo sull’attuale governo neodemocristiano e sulle opposizioni di centro destra e di destra, per motivi opposti, ci duole confermare anche il giudizio estremamente negativo sul sedicente “nuovo che avanzava” dei sedicenti “cittadini”. La nostra proposta minima  per punti non ci pare toccata per nulla dalla compagine parlamentare del dei nuovi movimenti che si è dimostrata solo agitata e provocatoria ma del tutto inefficace e per nulla  concreta anche nella maggior parte delle esperienze di governo locale. Da coacervo di ex-forzisti, ex democristiani, ex post fascisti e qualunquisti né di destra né di sinistra (?) ma soprattutto difensori accaniti del libero mercato, del capitalismo (sotto-sotto anche dell’evasione fiscale) e nemici giurati di tutto ciò che è pubblico (dimenticando che lì c’è la scuola, la salute, la sicurezza, la cultura…)i movimenti italiani che si dichiarano   hanno solo attaccato tutto e tutti a difesa del loro strano fortino neo-liberista lanciando parole d’ordine al limite delle farneticazioni o dell’ingenua favola. Le poche idee praticabili sono sempre in minoranza rispetto a quelle fantascientifiche o pro domo sua.

Facendo le pulci alle schede dei nuovi “cittadini” eletti sia al Senato che alla Camera, scopriamo, senza sorpresa, che moltissimi sono imprenditori, artigiani, commercianti e liberi professionisti,quadri privati, molti meno sono dipendenti privati, decisamente minoritari quelli pubblici e qua e là abbiamo trovato persino, come rarissime perle, disoccupati conclamati,  operai e contadini. Come volevasi dimostrare. Gli italiani dovrebbero sapere  che vorrebbe essere solo l’ennesima rivoluzione borghese contro altri borghesi più furbi, più ladri e più ricchi. La nostra lista di proposte democratiche ed innovative di allora, non sembra nemmeno nella mente di nessun movimernt di peso in Italia, sia che sia chiamato a “parlamentare” al centro che in periferia. Dobbiamo perdere la speranza di cambiare l’Italia? Forse il declino della scuola italiana, il consolidato neo-analfabetismo funzionale e l’invariato stato dei costumi degli italiani, stanno confermando gli eterni  amari frutti anche nella politica?

ReseArt  Gennaio 2015-Maggio 2017

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