Elogio della pancia


di Angela Guardato Angela-Guardato

VEN

Giorgione e Tiziano, Venere dormiente o Venere di Dresda, 1507-10

La pancia, si legge sul vocabolario Treccani, “è la parte del corpo umano e animale compresa fra torace e bacino, contenente l’intestino, e può indicare sia la cavità addominale e i visceri in essa contenuti, sia la parte esterna corrispondente”.
Ma la pancia non è solo questo. La pancia è molto di più. La pancia è un intero universo di senso. Il ventre, per usare un termine più delicato, è la sede delle emozioni e della vita, che da lì nasce e si sviluppa.
Ora, però, dobbiamo ammettere che poche persone hanno un buon rapporto con la propria pancia, che non appare mai consona ai canoni estetici della società in cui viviamo. Diversamente, nei secoli addietro, nel Medioevo ad esempio, la pinguedine era sinonimo di floridezza, di una certa buona alimentazione e dunque di agiatezza. E però già nel Settecento presero ad andare estremamente di moda corsetti atti a contenere e comprimere il ventre. Chi se ne andava con l’addome al vento non erano certo le dame raffinate, quanto più le donne di malaffare, sicuramente più disinibite e sessuose. Sì, perché ci si era già accorti che il ventre di una donna, ancora più di quello di un uomo, nasconde la sua parte più importante e più segreta: nasconde la sua interiorità. E lasciarlo fuoriuscire e alla mercé degli sguardi altrui, voleva dire lasciare intravedere una parte della propria anima.
Chi va con una pancia ben nutrita in bella mostra, senza curarsi di chi la osserva, è di solito una persona tendenzialmente più disinibita, o se non altro non soggetta ai canoni estetici di bellezza che imperano nella nostra epoca. Sì, perché un ventre un po’ prominente, soprattutto per le donne, pare non sia affatto seducente, pare. Pare non addirsi al canone, che tutte le donne inseguono, della bellezza da velina. Ma la pancia perfetta ed il fisico brioso e teso si addicono ad un’adolescente, mentre la pancetta alla donna matura. E sarebbe sensato pensare che un uomo maturo sia attratto da una donna matura e non da una ragazzina. Sarebbe.
Ma, a parte tutto, la pancia, di ogni ordine e grado, muscolosa o morbida, più o meno pingue, ritirata o rilassata, fa ancora di più: essa ci parla, tanto che anche se facciamo finta di non sentire, essa ci manda imperterrita messaggi su messaggi in ogni momento della nostra vita e quasi mai si sbaglia. Parlo così perché la mia, di pancia, tutt’altro che muscolosa e da velina, sono vent’anni che mi parla, e anzi oserei dire che urla, ribolle, soffre e mugugna senza darsi pace. Ciò nonostante, ancora dopo tanto tempo, non ho ben capito cosa mi voglia dire, di volta in volta. O forse, solamente, il più delle volte, non voglio starla a sentire.
Dunque, dialogate con la vostra pancia perché ne sa molto di più di voi, rispetto a quello che crede di sapere il vostro cervello, che racconta storie, spesso anche a se stesso, che parla parla parla, ma di frequente non ‘sente’ veramente. Vi sarà capitato di avvertire sommovimenti strani, fitte, dolori, rumori, bollori provenienti dalla vostra pancia, e non solo quando avete fame e siete a digiuno, ma anche prima di incontrare una persona o durante l’incontro stesso, dopo qualcosa di importante che avete fatto o prima di farlo, quando state facendo una sciocchezza, o state mentendo o ingannandovi da soli.
Bene, interrogate allora la vostra pancia, interrogate voi stessi, ascoltate quello che vi viene detto più o meno sottovoce, perché raramente la pancia sbaglia. E smettete di tenerla tirata in dentro, come ho sempre fatto io da quando ero ragazzina: questa posizione (pancia in dentro, petto in fuori, spalle alte) non fa altro che generare un dispendio energetico inutile e che mal si confà alla nostra natura animale.
E smettete di cercare di non avere la pancia, perché un pochino di pancia è bella, è rassicurante. Quando mi è capitato di appoggiare la mano sulla pancetta di un uomo, mi è subito sembrato di sentirmi al sicuro. A voi non è mai capitato? Io credo di sì.
Quindi ascoltate la pancia, ascoltate le pance, ascoltatevi. Scoprirete cose difficili da ridire a parole.

Angela Guardato.

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