Marco Santoro. Borderline


di Stanislao Biondo Stanislao-Biondo

La linea di confine della pittura

E’ on line il nuovo sito web dell’artista Marco Santoro. La sua pittura si rifà alla tradizione del Nuovo Impressionismo e dialoga con l’opera del grande realista statunitense Edward Hopper. La sua ricerca tende a rappresentare la metropoli contemporanea in una visione concreta sospesa tra naturalismo e astrazione.

Marco-Santoro-website

“La pittura di Marco Santoro, dice Sebastiano Guerrera nel testo di presentazione di una delle ultime mostre dell’artista, Borderline, fondandosi su un concetto allargato di mimesis, elabora lo spazio pittorico mediante un procedimento analogo a quello di Seurat, violandone però il principio ieratico che vuole la pittura come architettura in sé. Poiché per Santoro la pittura contiene l’architettura e, con essa, la vita, le sue opere si pongono in bilico tra storia e avanguardia. Ponendo sul medesimo piano il paesaggio naturale e quello urbano, in quanto entrambi costruzioni dell’uomo, Santoro li ricostruisce pittoricamente utilizzando un processo mnemonico soggettivo. Tenta, insomma, di estromettere dalla sua proposta il principio oggettivo su cui si fonda la quasi totalità della pittura contemporanea.
Santoro sviluppa il suo pensiero tenendo costanti tre riferimenti: l’occhio, la memoria e la tecnica. Una posizione borderline, con tutti i rischi che essa comporta; in particolare la possibilità di essere intesa come inattuale, anacronistica: egli è consapevole che esperienza e conoscenza esistono in qualità di valori oggettivi, acquisiti dalla collettività grazie al progresso scientifico, alle nuove tecnologie, ai new media; tuttavia, non rinuncia al linguaggio pittorico come strumento conoscitivo, anzi – direi coraggiosamente – indaga per capire se la pittura sia ancora in grado di creare, anziché riprodurre; si propone di riscattare la pittura dalla condizione di subalternità nei confronti delle nuove tecnologie. Si chiede, finalmente, se la pittura possa superare l’ideologia di un mondo oggettivo (che esisterebbe anche senza la coscienza umana conoscitiva) oggi trionfante sul mondo soggettivo considerato ormai illusorio”.

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