Vita da single


di Stanislao Biondo Stanislao-Biondo

Non si professano felicemente sposati e sono piuttosto soddisfatti delle loro vite. Sono single e fieri, preparati a veleggiare in solitaria, senza ospiti a bordo. Comprendere ed apprezzare fino in fondo la gaiezza dell’indipendenza dai vincoli romantici è un dono che l’intelletto fa allo spirito e la ragione al buon senso.

Il single può decidere di fare crociere per single e partecipare agli speed date senza fingersi vedovo, divorziato o separato. Trovare il tempo di uscire in bicicletta quando vuole è facile come trascorrere due ore girovagando con disinvoltura al centro commerciale, tra gli scaffali dei prodotti alimentari più comuni. Addentrarsi nella lettura delle etichette di quelli che non comprerà mai ma di cui è bene sapere tutto per avere validi argomenti di discussione a cena, quando parlare di cinema è troppo impegnativo ed è meglio accompagnare la pizza con una coca-cola per tornare a casa svegli. Poltrire sul divano guardando in tv tre film di Truffaut l’uno dietro l’altro, d’estate, dal pomeriggio fino a metà sera, o leggere Pirsig dimenticandosi di cenare, farsi una doccia e finalmente uscire. Tornare alle due e un quarto, cucinarsi un bel piatto di rigatoni al tonno ed andare a dormire. Tenere la bicicletta in cucina (ben pulita, si capisce) come un pezzo d’arte da ammirare per la brillante bellezza cinematica che emana dagli ingranaggi appena lucidati. Avere tutto il tempo necessario (ed altro ancora, se serve) per approfondire su internet argomenti fondamentali della propria cultura pop, del tipo Adidas vs Nike, Mac vs pc, Samsung vs Sony… e scoprire che in fondo, nascoste dietro l’apparente banalità della forma e dello stile, si nascondono dottrine, filosofie, visioni del mondo e del mercato. Avere una casa, un’automobile e, in camera da letto, un armadio capiente ed un letto a due piazze tutti per sé, da condividere con chi si vuole ma solo all’occorrenza. Una dispensa piena di tavolette di cioccolata d’ogni tipo. Frigoriferi perennemente vuoti. Vini toscani e siciliani disposti a piramide nel portabottiglie firmato. Le lampade Kartell ed il tavolo Calligaris. La monografia di Helmut Newton. I romanzi di Tolstoj sul comodino. E ancora le scarpe da ginnastica nuove nel cabinet sospeso perché da quattro anni mette sempre le country bianche ormai semidistrutte.

In queste ed altre non trascurabili apparenze consiste la grande bellezza della vita individuale, ammesso che ci sia ancora chi, da giovane, se la possa permettere.

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