Un 2014 di proposte realistiche


UN PO’ DI CORAGGIO PER L’EQUITA’ SOCIALE

Feci questo articoletto nel 2013 ma poiché in quasi tre anni nulla è cambiato sotto il sole se non che i programmi e le riforme del governo Renzi si sono rivelati elefanti partorienti topolini e le profezie grilline delle bufale ricorrenti e puntualmente smentite, lo ripropongo pari pari senza alcun aggiornamento necessario.

L’Italia è per antonomasia il paese dell’agricoltura,della cultura,dell’arte, del turismo e dei servizi formativi e culturali di qualità. Ma è anche il paese delle massime diseguaglianze sociali,della massima evasione fiscale e..da poco del tasso massimo in Europa di analfabetismo funzionale (da cui il parziale successo dei vari Berlusconi,Grillo,Salvini..)Per far ripartire il paese puntiamo su una rivoluzione economica “sottile” da cui verranno anche, per conseguenza, quella politica e sociale.L’industria e la finanza sono state solo occasioni di sfruttamento e di speculazione.Non erano assolutamente la vocazione di un paese come il nostro.Sono state “inventate” e sappiamo come sono finite. Ora coraggiosamente si può fare qualcosa: recuperare, attraverso la confisca immediata, i patrimoni evasi e il surplus patrimoniale accumulato illegalmente e disegualmente ; confiscare ed assegnare con le dovute garanzie di serietà, capacità e merito a disoccupati e giovani in cerca di lavoro fondi agricoli abbandonati,mal gestiti o utilizzati per altri fini (sfruttamento estensivo di pannelli solari,colture ogm e non autoctone e biologiche,falsi agriturismo); fare la stessa cosa con le seconde e terze case e gli immobili privati e pubblici non affittati a equo canone o non dati in comodato gratuito, per consegnarli a giovani e famiglie ad affitto bloccato per viverci e/o per avviare attività turistiche e culturali; riassegnare concessioni balneari a termine controllandone lo sviluppo turistico di qualità e i prezzi; contrattualizzare in public companies giacimenti di beni culturali (musei,immobili storici,scavi archeologici etc..) con adeguato guadagno per lo Stato e garanzie di qualità per la fruizione e lo sviluppo; pianificare organicamente l’offerta turistica. Infine fissare limiti minimi e massimi per i redditi pubblici e privati e per i prezzi in modo che il differenziale non superi mai (dico mai!) il 50%.Tutto ciò con un rigoroso criterio del “più stato efficiente e poco mercato” come sostengono le più avanzate concezioni economiche internazionali (cfr. ”The Entrepreneurial State” e “Government — investor, risk-taker, innovator” M. Mazuccato)

La politica che non segue questa semplice via ci pare decisamente in mala fede.

GC 2013 researt artnetwork edu

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